IL SEGRETO DEI TAROCCHI | MATERA L'ARTE CHE UNISCE 2.0
Pasquale CILIENTO, Luca COLACICCO, Paolo DE SANTOLI, Franco DI PEDE, Roberto LINZALONE, Ruggero MAGGI, Maria MARTINELLI, Felicia SANTOSPIRITO
31 ottobre > 31 dicembre 2025
M A T E R A
Archivio di Stato di Matera
a cura di Milena Ferrandina | Storica dell'arte
Il progetto rappresenta un’indagine transdisciplinare sul tema dei tarocchi, reinterpretati non come strumenti di divinazione, ma come dispositivi simbolici e culturali che riflettono la memoria collettiva e la complessità dell’immaginario umano. Le opere, tra scultura, fotografia, poesia, incisione e pratiche artistiche eterogenee, propongono un dialogo tra simbolo, materia e percezione, rivelando la capacità dell’arte contemporanea di attraversare confini disciplinari e temporali.
Ogni artista contribuisce con un approccio unico, come scrive nel testo critico la curatrice Milena Ferrandina: […] nelle opere in quilling di Felicia Santospirito, la carta, materia fragile e primordiale, si piega, si arrotola, si trasforma in forma, restituendo il ritmo del respiro e il movimento del destino […] In contrappunto, le opere di Ruggero Maggi si muovono su un piano concettuale, parola stessa diventa materia plastica e luminosa. Il suo linguaggio poetico, radicato nella “Poesia Concreta”, non riproduce il senso semantico delle parole, ma gioca su nessi visivi e acustici, restituendo una scrittura che vibra nello spazio […] Accanto a questa dimensione concettuale e luminosa, Paolo De Santoli, con i suoi Cavalieri Raggianti, costruisce un teatro ironico e mitico della contemporaneità. Le sue lampade-scultura, forgiate con materiali di recupero, emergono come figure totemiche di un medioevo reinventato: eroi senza impresa, cavalieri vestiti di luce e di ironia, in cui il gesto artigiano diventa allegoria della resilienza creativa […] Il viaggio continua con l’artista Maria Martinelli che, attraverso la fotografia e l’arte digitale, reinterpreta gli Arcani Maggiori come un viaggio lungo il Mississippi, nei luoghi simbolici del blues. […] Le opere di Pasquale Ciliento incarnano la dimensione antropologica e mitica che sottende l’intera mostra. …] Il legame con Matera si fa forte con le ventidue carte dei tarocchi di Franco Di Pede si inserisce con consapevolezza in una tradizione plurisecolare, reinterpretandola attraverso un linguaggio che unisce la densità della materia alla leggerezza del segno, la memoria del territorio alla tensione verso l’universale. […] In questo continuum di materiali, tecniche e visioni, Luca Colacicco restituisce ai tarocchi la loro dimensione più autentica e originaria di gioco, concependo ventidue carte incise nel legno attraverso l’uso sapiente del laser, in cui la spontaneità dello sguardo infantile e la leggerezza della fiaba si intrecciano con la potenza primigenia dei simboli. […] Se le carte di Luca Colacicco, con la loro matericità incisa e l’irresistibile fascinazione fiabesca, restituiscono ai tarocchi la loro capacità di sorprendere e di evocare meraviglia attraverso lo sguardo giocoso e innocente di un bambino, la poesia di Roberto Linzalone, che dal fanciullino pascoliniano non si scosta perché mantiene quello sguardo innocente e meravigliato sul mondo, raccoglie e amplifica questa magia “Colacicchiana”, trasformando le figure del mazzo in voce interiore e soglia simbolica, in cui il Mago, il Papa, la Luna e il Matto si fanno strumenti di riflessione sul destino, sul ciclo della vita e sul sottile intreccio tra fragilità e forza dell’animo umano. […]
Matera, con la sua stratificazione millenaria e il paesaggio dei Sassi, diventa il contesto ideale per questo dialogo tra simbolo e luogo, memoria e presente, materia e archetipi. La mostra invita il visitatore a un’esperienza non solo estetica, ma anche meditativa e intellettuale, dove ogni opera si fa specchio dell’anima collettiva e stimolo alla riflessione sul senso dell’esistenza.