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MATERA L'ARTE CHE UNISCE 2.0 | CONFERENZA STAMPA

Martedì 29 Aprile 202 dalle h 11.15 alle h 12.00 presso Open Space Basilicata il MIP-Matera International Photography APS-ETS presenta il programma della 9° edizione della Rassegna Internazionale di Arte Visuale - Matera l’Arte che Unisce 2.0 con due forti innovazioni: il periodo che prevede tutto l’anno in corso fino a gennaio 2026 e il programma con mostre permanenti e temporanee, performance, proiezioni, attività didattiche, lectio magistralis e workshop in diverse sedi espositive diffuse per la città, trasformando la Città di Matera – Città dei Sassi in un palcoscenico culturale aperto e dinamico attraverso l’arte contemporanea.
L’edizione di quest’anno sviluppa il tema “Nuovo Umanesimo al tempo della transdisciplinarietà” all’insegna di un’indagine sulla condizione umana e i suoi rapporti con la realtà.

Quest’anno, sotto la direzione artistica di Antonello Di Gennaro, la Rassegna si avvarrà della collaborazione dei curatori Carla Cantore, Milena Ferrandina, Fiorella Fiore, Graziella Melania Geraci, Roberto Lacarbonara, Raimondo Musolino, Maurizio Rebuzzini e Giuliana Schiavone.

Il programma prevede mostre permanenti e temporanee, performance, proiezioni, attività didattiche, lectio magistralis e workshop in diverse sedi espositive diffuse per la città. Le opere e le installazioni site-specific saranno un invito a riflettere sulle relazioni tra uomo, natura e tempo, creando un dialogo intenso tra arte e il contesto urbano e naturale di Matera. Particolare attenzione sarà riservata alle installazioni di grande impatto visivo e alle esperienze immersive che stimoleranno una fruizione attiva e partecipativa da parte del pubblico, invitato a confrontarsi sugli importanti temi che il progetto intende affrontare, ovvero: la vita e la morte; l’osservazione introspettiva del sentimento umano; il rapporto con la spiritualità; quello con il fluire del tempo, in un richiamo esplicito ed implicito alle azioni dell’uomo che trascende la dimensione estetica per farsi gesto immanente.
In tutto questo l’aggettivo “transdisciplinare” identifica non solo la capacità di veicolare un pensiero filosofico attraverso diverse tecniche artistiche, ma soprattutto la volontà di mostrare le numerose sfaccettature di una comune riflessione affrontata dai diversi artisti protagonisti, avvenuta in tempi, modi e luoghi diversi e mediata dalle linee curatoriali delle diverse mostre che, insieme, offrono risposte differenti a interrogativi comuni, arricchendosi di un linguaggio a molteplici voci.
Il Nuovo Umanesimo, scelto quale filo conduttore tematico delle numerose iniziative, ha consentito di sviluppare l’idea di una moderna riflessione sull’uomo in una pluralità di accezioni e prospettive che ne riattualizzano il concetto in chiave contemporanea.
La condizione umana al centro del dibattito attuale trova nella memoria, nel ricordo di un passato vissuto, la definizione di un’esperienza formativa così la mostra dell’artista gallese Eli Acheson Elmassry, MUM’S SAD ANGRY CLOCK, a cura di Graziella Melania Geraci, mette in scena il palcoscenico del tempo e della perdita, cristallizzando ritualità ormai cancellate dal morbo di Alzheimer, malattia di cui era affetta la madre dell’artista.
Per ARCHIVI APERTI | ARCHIVI RITROVATI di Franco Fontana a cura di Antonello Di Gennaro, progetto che rientra all'interno della XI edizione di Archivi Aperti intitolata "Fotografia resistente: il ruolo delle immagini nella narrazione storica", organizzato in collaborazione con Rete Fotografia è proprio l'archivio fotografico il luogo della memoria ma anche dell'oblio in cui la conservazione e la valorizzazione restituiscono narrazioni e valenze culturali per un insieme di dati utili alla costruzione del presente. Per POLAROID di Rocco Carnevale a cura di Fiorella Fiore la fotografia diventa lettura del modo interiore, un universo i cui i ricordi sono visioni sovrapposte, emozioni ed inquietudini che si susseguono come in un diario che esorcizza e definisce nuove forme di rappresentazione. In BUNKER di Michele Giangrande a cura di Giuliana Schiavone è lo spazio che reca i segni di un vissuto collettivo, in un ambiente claustrofobico lo spaesamento e la precarietà conducono l’osservatore ad un’esperienza sensoriale totalizzate in bilico tra passato e presente.
Se la memoria aiuta nella definizione dell’uomo in rapporto allo spazio e al tempo, la costruzione dell’immagine dei tratti essenziali e costitutivi dell'essere umano passa attraverso le sue naturali inclinazioni, attraverso la ricerca incessante dello sconfinamento. Tale percorso lo vede artefice, demiurgo di tracce indelebili che appaiono scolpite in differenti linguaggi come nella mostra SIGNUM a cura di Graziella Melania Geraci, in cui le sculture di Pietro De Scisciolo e di Pier Francesco Mastroberti assurgono a manifestazione di una coscienza altrimenti impossibilitata ad esprimersi. Così il timbro di un sentire si serve di un vocabolario signico che definisce e identifica l’equilibrio tra la dimensione irrazionale e quella di una realtà personale. La forma torna a definire l’uomo ma anche i cambiamenti della società in cui vive e produce, così, in ARTE, ARCHITETTURA E DESIGN NEL TERRITORIO di Antonello Di Gennaro a cura di Carla Cantore, gli oggetti attraversano lo spazio come conquista culturale, come rappresentazione di un pensiero volto ai bisogni. Il cambiamento della linea e la sua trasformazione estetica ne plasma l’utilizzo e conferma l’uomo quale obiettivo di ricerca e soggetto di progettazione.
Anche l’indagine fotografica portata avanti da Andrea Belloni, Antonello Di Gennaro, Nicoletta Innocenti, Renato Marcialis, Patrizia Piga e Lino Vecchiato in L’ARTE DEL CIBO, DAL TERRITORIO ALLA TAVOLA, a cura di Carla Cantore, afferma quanto la visione artistica riesca a comunicare un’identità in cui anche il cibo possiede una forte connotazione culturale e le abitudini alimentari rappresentano un tratto distintivo di ogni territorio in cui l’uomo vive e da cui viene definito. Ma è il passaggio verso l’ignoto la sfida che l’essere umano ha vinto e che continua con l’esplorazione e il raggiungimento di mete impossibili. Tale consapevolezza viene registrata nella mostra LA FOTOGRAFIA SBARCA SULLA LUNA. HASSELBLAD IL RACCONTO, a cura di Maurizio Rebuzzini, in una narrazione che passa attraverso gli oggetti e le immagini quali testimoni della centralità dello spirito umano volto al superamento delle barriere in cui si sente evidentemente costretto.
La terza considerazione sull’uomo e il suo ruolo nell’ambito del Nuovo Umanesimo, individuata dalle mostre della manifestazione, è la naturale propensione umana alla trascendenza, alla necessità di elevazione dalla realtà empirica verso la spiritualità. Così nel racconto de L’UOMO DELLA CARTAPESTA SACRA di Ottavio Gurrado e Antonello Di Gennaro a cura di Carla Cantore, la ripetizione di gesti manuali diventa simbolo di una religiosità personale, di una tendenza verso l’intangibile luogo di incontro tra il pensiero e l’uomo. Ne IL SEGRETO DEI TAROCCHI di Luciano Cappiello, Pasquale Cilento, Luca Colacicco e Licia Santospirito a cura di Milena Ferrandina l’esplorazione di un simbolismo misterioso introduce verso riferimenti mistici e accompagna in un viaggio ricco di immagini ancestrali per un’esperienza spirituale e di relazione con l’esoterico. Infine ne UN RAPIMENTO MISTICO E SENSUALE di Enzo Ferrari a cura di Raimondo Musolino, è immortalato l’indefinibile, ciò che è pertinente alla mente o all’anima, l’attimo in cui l’occhio si distacca dalla percezione del reale per approcciare attraverso la contemplazione il soprannaturale.
Il progetto espositivo diffuso tra varie sedi: Palazzo Malvinni-Malvezzi, Archivio di Stato, Chiesa del Purgatorio, Matera Sum, Sale espositive presso la BW Plus, Sede CNA Matera, Academy food (z.i. La Martella), SPARKme Space Academy Museo della Scienza e dello Spazio, Open Space APT Basilicata permetterà ai visitatori non solo di esplorare le meraviglie artistiche, ma anche di riscoprire gli angoli meno conosciuti di Matera, accompagnandoli in un viaggio interiore e collettivo.
Talk, incontri, seminari, presentazioni opere editoriali accompagneranno le diverse aperture.
Al termine dell’evento, sarà realizzato e presentato il catalogo che racconterà l’intera esperienza artistica.

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