materainternationalphotography.com logo
search
pages

TALK - 18 NOV 2020 URBANSCAPE

foto_volume_URBANSCAPE.jpg125220423_186747796285626_3768063568162887328_o.jpg125991864_187683319525407_2379526534834459123_n.jpgADG_Barletta_01_copia.jpgADG_Barletta_05_copia.jpgADG_Barletta_18_copia.jpgADG_Ritratto_01_copia_copia.jpg


Mercoledi 18 Novembre alle ore 18:30 dalla pagina di Facebook : Lo Stato Sociale della Fotografia andrà in onda una talk con l'editore ISP Angelo CUCCHETTO e il fotografo Antonello DI GENNARO, uno dei 19 autori selezionati aper la realizzazione del progetto "Urbanscape Le città si raccontano" interveranno in un programma visibile a tutti, gratuitamente.

Questo volume esplora la complessa relazione che esiste tra lo spazio edificato dagli umani e la sua traduzione in immagini.
Una relazione affascinante che esiste fin dall’inizio dell’invenzione della fotografia. Basti pensare alla famosa veduta del Boulevard du Temple presa nel 1838 da Louis Daguerre dalla finestra del suo studio parigino. Già in quella immagine primigenia sono contenuti i caratteri essenziali di luogo, tempo e spazio che si ritrovano ancora oggi in ogni fotografia della scena urbana.
La città è un palcoscenico ideale nel quale la presenza umana può essere assente, evocata o anche presente, ma mai preponderante. Le tracce delle esistenze sono disseminate in ogni angolo edificato, sotto ogni luce con ogni durata di tempo. Sta al fotografo mettere in azione il meccanismo visivo che trasferirà in immagini compiute il complesso fluire delle percezioni dirette. L’osservazione attenta e insistita è la chiave per estrarre le descrizioni visive più efficaci, quelle che trasferiscono il pensiero dalla scena in se stessa alle relazioni possibili con altri significati nascosti sotto l’apparenza banale del quotidiano.
In questo senso, la selezione dei 20 autori qui pubblicati offre una molteplicità di approcci e soluzioni davvero interessanti. Inizialmente l’idea curatoriale voleva attenersi alla massima neutralità: un elenco alfabetico di autori.
Nella dialettica fertile che ha accompagnato questo progetto, è però alla fine prevalso l’orientamento di dare delle indicazioni sulle possibili linee prevalenti di ricerca che si potevano rinvenire nei lavori scelti.
Ecco quindi la divisione della pubblicazione in sezioni dai titoli evocativi. Accenni interpretativi, senza la volontà o la pretesa di costituire binari o schemi, ma solo suggerimenti di orizzonti che chi vorrà potrà confermare o abbandonare a seconda della propria sensibilità.
Il libro, a cura di Fulvio Bortolozzo, presenta i lavori di 20 Autori, con copertina rigida cartonata.

URBANSCAPE Le città si raccontano

foto_volume_URBANSCAPE.jpgPresentazione_urbanscape_2020.jpgADG_Ritratto_01_copia_copia.jpgADG_Barletta_01_copia.jpgADG_Barletta_05_copia.jpgADG_Barletta_18_copia.jpgBarletta_13_copia_2.jpgIMG_1913.JPG124182410_1677708315737257_1563784928508260088_o.jpg124204562_1677708329070589_8667095036172510322_o.jpg124392848_16777082424_31_13336226633320774_o.jpgSchermata_2020_10_28_alle_11.44.52.png

Presentazione volume: URBANSCAPE nel programma del TRIESTE PHOTO DAYS 2020, con il progetto del fotografo materano: Antonello DI GENNARO dal titolo: BARLETTA La città sospesa.

Sabato 24 ottobre, alle 10,00 in Sala Xenia a Trieste, nell'ambito del festival di Fotografia Trieste Photo Days, è stato presentato in anteprima una delle nuove realizzazioni editoriali di ISP: il volume URBANSCAPE. Erano presenti Angelo Cucchetto e uno dei 20 autori, Antonello DI GENNARO fotografo materano, con il suo progetto fotografico: Barletta una città sospesa. Un lavoro realizzato utilizzando uno dei nuovi linguaggi della fotografia del contemporaneo: La Mobile photography, ovvero la fotografia realizzata con I-Phone.
Mercoledi 25 novembre alle 18,30 sarà presentato il volume URBANSCAPE a Milano, da CONDOMINIO, nuova struttura didattica ed espositiva dedicata alla fotografia, in via Melchiorre Gioia 41.
Sabato 5 dicembre, a Corigliano Calabro, nell'ambito del festival Corigliano Calabro Fotografia, vi sarà la presentazione delle nuove realizzazioni editoriali di ISP tra cui il volume URBANSCAPE oltre alla esposizione del progetto Barletta una città sospesa realizzata dall’autore Antonello DI GENNARO, presso il Castello di Corigliano Calabro in occasione della 18° edizione del Festival di Fotografia.
Questo volume esplora la complessa relazione che esiste tra lo spazio edificato dagli umani e la sua traduzione in immagini.
Una relazione affascinante che esiste fin dall’inizio dell’invenzione della fotografia. Basti pensare alla famosa veduta del Boulevard du Temple presa nel 1838 da Louis Daguerre dalla finestra del suo studio parigino. Già in quella immagine primigenia sono contenuti i caratteri essenziali di luogo, tempo e spazio che si ritrovano ancora oggi in ogni fotografia della scena urbana.
La città è un palcoscenico ideale nel quale la presenza umana può essere assente, evocata o anche presente, ma mai preponderante. Le tracce delle esistenze sono disseminate in ogni angolo edificato, sotto ogni luce con ogni durata di tempo. Sta al fotografo mettere in azione il meccanismo visivo che trasferirà in immagini compiute il complesso fluire delle percezioni dirette. L’osservazione attenta e insistita è la chiave per estrarre le descrizioni visive più efficaci, quelle che trasferiscono il pensiero dalla scena in se stessa alle relazioni possibili con altri significati nascosti sotto l’apparenza banale del quotidiano.
In questo senso, la selezione dei 20 autori qui pubblicati offre una molteplicità di approcci e soluzioni davvero interessanti. Inizialmente l’idea curatoriale voleva attenersi alla massima neutralità: un elenco alfabetico di autori.

FIOF R_Evolution 2018

42980174_10213061633680782_7846758250241327104_n.jpg43108912_10213061635520828_6733344616487059456_n.jpg42866996_10213048077661890_7727475815746633728_n.jpg42850432_10213048096462360_8286930799660367872_n.jpg43016043_10213061631880737_7888036644052271104_n.jpg42887248_2566381390043433_7809744393883090944_n.jpg43021691_10213061632240746_3416762160322183168_n.jpg42902803_2566406496707589_9136_928499535872_n.jpg43127307_10213061640720958_8034767054894530560_n.jpg42916523_10213061640360949_4331471464294252544_n.jpg42851944_2566383346709904_1757266524625698816_n.jpg43101741_10213061636480852_2015889058391130112_n.jpg42967034_2566380593376846_969635407337619456_n.jpg42943771_10213061635960839_1554122457084854272_n.jpg43009882_10213043572069253_2801415070473519104_n.jpg42998147_10213061638800910_3576180252449177600_n.jpgfiof.jpg43009859_10213061639000915_705520138681581568_n.jpg43053157_10213061640680957_130985485936885760_n.jpg42847366_10213048073541787_8042210589700784128_n.jpg42991689_10213061632320748_8769277591463919616_n.jpg

R_EVOLUTION BASILICATA – MATERA 2018

Domenica 30 settembre 2018 ore 18,00 negli spazi del piano terra dell' Ex Ospedale San Rocco a Matera, sarà inaugurata la 2° tappa di FIOF R_Evolution Basilicata – Matera 2018 a cura del FIOF Basilicata nelle persone dei fotografi Carla Cantore e Antonello Di Gennaro.
L’evento è organizzato in collaborazione con il CNA Basilicata e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti.


Nel pomeriggio dell’inaugurazione si svolgerà un incontro sul tema:

“La fotografia contemporanea tra evoluzione e protezione legale”

interverranno:
- Ken DAMY – Fotografo, Artista e Curatore (Museo Diaframma Kodak Brescia)
- Franco BUTTIGLIONE – Manager Fotocine (BA)
- Vincenzo VINCIGUERRA – Avvocato specializzato in diritto D’Autore (MT)
- Leo MONTEMURRO – Presidente CNA BASILICATA
- Ruggero DI BENEDETTO – Presidente FIOF Nazionale
- Antonello DI GENNARO – Presidente FIOF Basilicata – Moderatore

In mostra circa 100 fotografie realizzate da 8 autori di fama nazionale e internazionale: Monica BONACINA, Carla CANTORE, Antonello DI GENNARO, Alessio FORLANO, Gerardo FORNATARO, Vito FUSCO, Antonio GIBOTTA E Roberto HUNER, che raccontano il mondo di oggi attraverso la fotografia di architettura, reportages e artistica.


Antonio Gibotta, vincitore del Word Press Foto 2017 con il reportage “Serbia, Belgrade, Over 1000 migrants in the polar temperature of Belgrade” fotografia con sensibilità la situazione di centinaia di migranti, per lo più afghani, siriani e iracheni, hanno trovato rifugio nei depositi abbandonati lungo la ferrovia a Belgrado nel loro cammino di avvicinamento ai confini dell'Unione Europea.
Il progetto della “Sopraelevata” di Alessio Forlano nasce un progetto con l’obiettivo duplice: da un lato vuole raccontare Genova con uno sguardo diverso che denuncia i contrasti e gli elementi di interesse che questa strada crea nell'ordinarietà di tutti i giorni; dall'altro vuole mantenere vivo lo straordinario dibattito che da anni rende questa strada una delle protagoniste indiscusse della sviluppo urbano di Genova.
Monica Bonacina ha viaggiato in solitaria nello Zanskar, di tappa in tappa, di gompa in gompa. Dorje Dzong, Zangla, Karcha, Tungri: monasteri di monache bambine, ragazze, donne, anziane, a rappresentare il volto femminile del buddhismo, nel loro quotidiano vivere, spirituale e materiale. Ha vissuto con le monache, in giorni di silenzio e senza una lingua comune percorribile, se non quella di gesti e sguardi. Tra i confini temporali di ogni alba e tramonto, scanditi da riti che si ripetono quasi immutati e immutabili. Dove, sempre e da sempre, la luce è cordone ombelicale, ad un capo il piccolo dentro, all’altro l’immenso fuori. Ha cercato Anitya, l’Impermanenza, in quel quotidiano vivere e forse lei Anitya, si è lasciata un po’ guardare. Forse anche fotografare “anitya l’Impermanenza nei monasteri buddhisti femminili dello Zanskar”.
Carla Cantore esplora con il suo reportage “La sacralità nel popolo di Canna (CS), un lavoro che si inserisce in un progetto di fotografia demo antropologica di una piccola comunità calabrese, indagando in maniera quasi intima e raffinata la conservazione di valori sacri che si tramandano dall’antichità, conservando con gesti e gestualità tipiche della religiosità delle genti del mediterraneo.
Il Progetto “Creature di mare e di sabbia”– Mozambico, nasce durante un cammino percorso dal fotografo Roberto Hüner, lungo una spiaggia nel sud-est del Mozambico. Un’esperienza di viaggio insolita che, come un’esperienza di vita, aggiunge emozioni ma soprattutto sottrae la via già battuta e conosciuta per lasciare spazio invece ad una ignota per poi smarrirsi nella memoria di una perdita ancora più grande, quella della madre.
La serie “Valencia” del fotografo Gerardo Fornataro è ispirata dalle architetture realizzate da Calatrava e racconta della relazione uomo-natura, ponendo l’attenzione sul limite umano rispetto alla grandiosità della imprevedibilità della natura.
Il progetto di Vito Fusco “Naypyidaw – Myanmar. Is there anybody out there?! “ ci racconta attraverso i ritratti degli abitanti e il paesaggio di Naypidaw. (Il giorno 6 Novembre del 2005, solo due anni dopo l’inizio dei lavori, il Genarale Than Shwe, capo del Consiglio di Stato per la Pace e lo

Sviluppo, annunciò lo spostamento formale della capitale dalla vecchia Yangon a Naypyidaw.) Il “centro“ di Naypyidaw è diviso in aree ben definite e distanti tra loro (zona militare, zona amministrativa, zona hotel) con un immenso e deserto viale a 21 corsie che passa davanti un invalicabile cancellata con tanto di ponti a protezione del parlament. Dopo 15 anni dall’inizio dei lavori, e dopo aver anche ospitato la XXVII edizione dei Giochi del Sud-est asiatico nel 2013, Naypyidaw sembra ancora molto lontana dal diventare una capitale vera e propria. Rimane, piuttosto, un agglomerato amministrativo con intorno township abitate da più di un milione di persone. Per questo non può essere considerata una Ghost City [1]. Le diverse aree sembrano semplicemente dei luoghi appartenenti ad un tempo ed uno spazio differente.
Antonello Di Gennaro che espone un progetto fotografico “La luce nell’arte, nell’architettura e nella fotografia” dedicato proprio a Barletta: “si tratta di paesaggi urbani in cui alcuni possenti edifici, o scorci di essi, delineano un percorso visivo quasi senza tempo. Nelle fotografie non compaiono persone o elementi contemporanei – autoveicoli, insegne, infrastrutture moderne − che possano contestualizzare temporalmente i luoghi e la scelta di desaturazione quasi totale del colore accresce l’aura di tempo sospeso. Colpisce, nello scorrere le immagini, la solidità e la compattezza stilistica di queste architetture che sembrano uscite da un set medievale: i cieli che le sovrastano sono sempre nuvolosi con il risultato visivo di una luce diffusa che nulla concede alla spettacolarità della luce mediterranea. Questi paesaggi urbani sono il contrario del cartolinesco, si inscrivono nella consolidata tradizione di una fotografia geometricamente rigorosa che parte dalle esperienze ottocentesche di Alinari per giungere fino al contemporaneo Gabriele Basilico.” (Pio Tarantini).
search
pages
Link
https://www.materainternationalphotography.com/news-d

Share link on
CLOSE
loading