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Cortona on the move 2020

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COTM 2020_COVID
FOTOGRAFIA - EVENTO
CORTONA (AR) 11 LUGLIO | 27 SETTEMBRE 2020


Statement della direzione artistica
a cura di Arianna Rinaldo

A marzo, la maggior parte del mondo ha dovuto premere pausa e diventare testimone passivo e sconvolto, da vicino o da lontano, di un nuovo nemico che è entrato nella nostra vita. COVID-19, la malattia causata dal nuovo coronavirus, come veniva chiamato all’inizio, si è insinuata nei nostri paesi, città e case senza chiedere il permesso.

In soggezione e impauriti, dapprima ci siamo fermati non sapendo cosa fare e come reagire. Come esseri umani, abbiamo cercato di trovare spiegazioni, abbiamo cercato di definire e classificare ciò che stava accadendo. Nel frattempo il nostro lavoro e la nostra vita sociale si sono fermati.

Cortona On The Move, come la maggior parte dei festival e degli eventi culturali, ha dovuto annullare tutti i piani, mettersi a sedere e pensare. Fortunatamente il nostro team e i nostri sponsor sono riusciti a reagire abbastanza rapidamente e dare vita a un progetto stimolante che, in pochi mesi, è diventato quello che volevamo fosse: un archivio permanente in progress sulla pandemia da coronavirus.

The COVID-19 Visual Project. A Time of Distance è visitabile su covid19visualproject.org

Ora abbiamo davanti una nuova sfida: riaprire le porte dei luoghi del nostro festival e allestire mostre relative a questo progetto.

Conosciuto da dieci anni come festival di fotografia documentaristica, Cortona On The Move aveva da poco rinnovato il proprio impegno e focus ad estendere l’attenzione verso una maggiore varietà di narrazioni visive impegnate che raccontano storie sul nostro mondo.

Ed ecco che, all’improvviso, ci siamo dovuti confrontare con un Nuovo Mondo … o almeno un tentativo di intraprendere e comprendere un possibile Nuovo Ordine Mondiale.

Ciò che abbiamo capito fin dall’inizio, è stato che questo momento era piuttosto singolare nella storia e abbiamo immediatamente sentito l’urgenza di testimoniare e registrare eventi ed emozioni al fine di crearne una memoria storica collettiva.

Allo scadere dei mesi di lockdown alcune parti del mondo hanno iniziato ad aprirsi con cautela nel tentare di formalizzare nuovi comportamenti. Noi abbiamo deciso di riavviare il motore e dare spazio al nostro festival nel suo formato fisico, quello per cui è meglio conosciuto. Con alcune restrizioni e un numero limitato di mostre, offriremo una selezione dei lavori che sono state commissionati per formare l’archivio di The COVID-19 Visual Project.

Apparentemente alcune cose sembreranno uguali, ma inevitabilmente siamo tutti invitati a guardare il mondo e noi stessi in modo diverso. Benvenuti a un’edizione speciale: la decima edizione di Cortona On The Move.

Rispettando le direttive sul distanziamento sociale e sulla salute, ti invitiamo a venire a Cortona dall’11 luglio e sperimentare un viaggio negli ultimi mesi, con storie che riguardano la pandemia da coronavirus e il modo in cui ha influenzato la nostra vita, toccando tematiche legate alla salute, società, economia, intimità e speranza.


"Nonostante le severe disposizioni anti Covid-19 la mostra è stata ben organizzata e curata, accoglienza calorosa e partecipata. Un complesso progetto di fotografia con ambientazioni distribuite su gran parte del antico borgo di Cortona, perla di bellezza storica,con autori di talento internazionali."

Antonello DI GENNARO
Carla CANTORE

© ADG | CC

CONSIGLIATA LA VISIONE.

ARTISTI IN MOSTRA:

Alex Majoli | Covid on scene
Andrea Frazzetta | The life and death shift
Gildeon Mendel | 2Metres mask portraits on ridley road
Nanna Heitmann | Pandemic of social inequality
Simon Norfolk | Lost capital
Daniele Ratti | Next stop
Mattia Balsamini | Contigency plans
Paolo Woods & Gabriele Galimberti | Loked in beauty
Edoardo Delille | Silenzio
Damiel Etter | The indispensables
Luján Agusti & Nicolás Deluca | The new end of the word
Michele Spatari | no place like hope
Luis Cobello | Afuera
Mattia Crocetti | COndiVidendo 19
Gaia Squarci | New Yorks health card daries
Serena Vittorini | En ce moment
Silvia Bigi | Urtümliches Bild
Mo Scarpelli | Sogni di Roma
Michele Sfatari | No place like hope

Lo Stato Sociale della Fotografia

Insieme per una nuova cultura della fotografia

LO STATO SOCIALE DELLA FOTOGRAFIA costituisce l’avamposto deputato a stimolare un significativo dibattito pubblico intorno al tema della fotografia e dell’immagine. Specialmente in quest’epoca dominata dalla ‘fotografia digitale’ che pare esibirsi sui social network profondamente modificata, talvolta perfino alterata. Vigoreggia, invece, proprio la voglia di promuovere il valore della fotografia. La fotografia è a pieno titolo una forma artistica, un prodotto culturale che riflette la sua epoca e contiene un messaggio estetico, educativo e sociale. La fotografia è un’arte che richiede tempo, studio, pratica e dedizione.
La fotografia, in verità, è componente essenziale della nostra vita appunto perché comunica sensazioni fantastiche, produce emozioni straordinarie, diviene ‘memoria storica’, incancellabile. Evidenzia un potere di coesione costruendo un solido ponte sociale tra i protagonisti che utilizzano una forma di linguaggio semplice e complesso, al tempo stesso.
Le relazioni umane, che sono alla base del vivere civile, consolidano la consapevolezza del valore dell’unità di intenti, considerando, tuttavia, il contesto attuale contrassegnato da contrasti laceranti.
Ostacolando la condivisione rischiamo di trovarci ad osservare un panorama allucinante, disegnato da tante isole sparse qua e là senza ponti di collegamento tra loro. È un po’ come osservare terre deserte e aride, senza vita. La realtà, al contrario, è che nessun uomo può essere isola!
Non potremo, di conseguenza, essere autosufficienti né divenire autoreferenziali. Siamo parte del tutto! La sfida, allora, che è davanti a noi è quella di cercarsi, di trovarsi ed unirsi per resistere. Nati ‘per seguir virtute e canoscenza’ attraverso la fotografia rafforzeremo la nostra capacità comunicativa valorizzando anche la dimensione pedagogica.
“RESTITUIAMO ALLA FOTOGRAFIA LA SUA FUNZIONE SOCIALEE LEI SARÀ IN GRADO DI RISPECCHIARE QUELLO CHE A VOLTE ORMAI NON VEDIAMO PIÙ:LA NOSTRA UMANITÀ, LA PREZIOSITÀ DEI NOSTRI AFFETTI E LA DELICATEZZA DI TANTI SGUARDI, PROSPETTIVE E DETTAGLI”
Pensiamo che sia importante evidenziare i problemi e radunarci in questo spazio a discuterne per elaborare un piano di intervento. Viviamo in un’era digitale in cui dobbiamo abituarci alla convivenza di diversi livelli di fruizione dell’immagine e soprattutto dobbiamo imparare a trattare le immagini con l’attenzione che meritano.
Tutto questo, ed altro, lo facciamo con amore e professionalità seguendo linee etiche e portatrici di valori estetici che si sviluppano nel mondo sociale, nei territori, nelle varie culture e opinioni. Riteniamo che, una possibile valorizzazione e divulgazione della cultura in ambito fotografico, passi non solo dalla stessa fotografia, ma anche da altre forme d’arte e comunicazione, come il giornalismo, la musica, il cinema, la poesia, la scultura, la pittura, la letteratura, la psicoterapia, la moda, il design, la solidarietà e non solo.
Discipline che si intersecano lungo una linea di orizzonte comune. Infatti questa, la nostra vera essenza filosofica, è la direzione di marcia utile per interpretare, in maniera polisemantica, le nuove esigenze ed applicare nuovi paradigmi in uno scenario in continua evoluzione e mutazione. Sviluppare rapporti efficaci ed originali con gli operatori del settore della comunicazione e dell’arte, per contribuire alla realizzazione e gestione integrata della funzione della fotografia.
TUTTO CIÒ È CULTURA DI RICERCA.
“La filosofia di persone che si nutrono di fotografia e che vogliono essere protagoniste dello sviluppo del cambiamento”

Pamela Barba
Carla Cantore
Alessandro Capurso
Antonello Di Gennaro
Tommaso Putignano

Contatti:
lostatosocialedellafotografia@gmail.com


RI-VEDERE

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3 INCONTRI CON 2 FOTOGRAFI
Antonello DI GENNARO e Carla CANTORE

esplorano il linguaggio fotografico come strumento per narrare, attraverso le immagini la società.

sabato 12 settembre 2020
venerdì 18 settembre 2020
venerdì 25 settembre 2020
dalle ore 17.00 alle 19.00

CHIOSTRO DELLA TORRE NORMANNA SVEVA - RUTIGLIANO (BA)

LA LINEA del TEMPO SOSPESO - RUTIGLIANO (BA)

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Seconda tappa della mostra fotografica "LA LINEA del TEMPO SOSPESO" nata dal contest fotografico racconta "Il tuo mondo dentro casa" organizzato durante il periodo del lockdown | covid-19 da Interno Giorno.

Vernissage sabato 12 settembre ore 19
presso il MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO - RUTIGLIANO (BA)

La mostra resterà aperta dal 12 al 26 settembre 2020
orari mostra 17 - 21

INGRESSO LIBERO

UNIFORM into the work/out of the work

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Al MAST Bologna
Fotografia

“UNIFORM into the work/out of the work”
LA DIVISA DA LAVORO NELLE IMMAGINI DI 44 FOTOGRAFI


fino al 20 settembre 2020

Oltre 600 scatti di grandi fotografi internazionali mostrano le molteplici tipologie di abbigliamento indossate dai lavoratori in contesti storici, sociali e professionali differenti. mostra fotografica
Il progetto espositivo comprende una mostra collettiva sulle divise da lavoro nelle immagini di 44 fotografi e una esposizione monografica di Walead Beshty, che raccoglie centinaia di ritratti di addetti ai lavori del mondo dell’arte incontrati dall’artista per i quali l’abbigliamento professionale è segno distintivo, una sorta di tacito codice dell’anti-uniforme. mostra fotografica
In mostra è possibile scoprire i contenuti extra di alcuni artisti di UNIFORM su tablet a disposizione lungo il percorso.

“Abbiamo visitato la mostra, ben curata e organizzata con un’accoglienza calorosa e partecipata. Un doppio progetto di fotografia con autori di talento internazionale, ritratti aziendali di curatori, artisti visivi oltre a immagini di abiti da lavoro, ambientati."

CONSIGLIATA LA VISIONE SU PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA.

Antonello DI GENNARO
Carla CANTORE

© ADG | CC

Mostra dedicata a Federico Fellini e alle "Moto del Maestro"

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RIMINI – Fellini e Rimini.

Fellini è Rimini. Uno dei registi più famosi della storia del cinema – al punto da diventare ‘aggettivo’ (felliniano) – ha indissolubilmente legato il suo nome alla città che gli diede i natali, omaggiata nel film premio Oscar “Amarcord” (1973), dove seguendo le vicende di Titta e della sua famiglia, si viene immersi nell’immaginario del regista, in un itinerario personale che tocca luoghi – il mare, il Grand Hotel, la piazza – e personaggi divenuti celeberrimi: la tabaccaia, la Gradisca, Volpina e, naturalmente, Scurèza ‘d Corpolò, il motociclista che sfreccia in alcune sequenze del film sul molo, sui resti del falò o tra la neve.

La moto di Scureza, ma anche il carretto di Zampanò e la Vespa de “La dolce vita” si possono ammirare ancora per qualche giorno grazie all’esposizione “Fellini. Le moto del Maestro” in corso a Le Befane Shopping Centre di Rimini, che si concluderà domenica 23 agosto 2020, realizzata dalla direzione del Centro commerciale in occasione del centenario dalla nascita di Federico Fellini (1920-2020) in collaborazione con il Museo del Sidecar di Cingoli.

L’evento è occasione per celebrare l’anniversario della nascita del Maestro riminese e riscoprire ancora una volta le sue opere nella città in cui ha vissuto gli anni della giovinezza, molti dei quali trascorsi con il fratello Riccardo ed un triciclo della Giordani a cui è dedicato uno stand della mostra. Fellini ha sempre amato la motocicletta. Da bambino le moto gli apparivano enormi ed il motociclista gli sembrava una creatura mitologica. Spesso è che così che ha voluto trasporre i sogni d’infanzia nelle sue pellicole. Ricordiamo ad esempio il centauro Scurèza ‘d Corpolò, figura mitica che appare improvvisamente in varie sequenze di Amarcord e, dopo veloci scorribande per il paese o lungo il molo, scompare di colpo. Altri veicoli importanti nella cinematografia di Fellini sono il motocarro di Zampanò e la Vespa dei paparazzi ne “La dolce vita”; non semplici comparse, ma oggetti entrati nell’immaginario collettivo. Un totale di 9 repliche sono allestite dal Museo del Sidecar di Cingoli e si trovano esposte insieme a gigantografie ed oggettistica che consentono al visitatore di immergersi completamente nella storia felliniana.

I VEICOLI IN MOSTRA
In mostra sono esposti, tra gli altri, il motocarro Guzzi Ercole, del 1950, utilizzato nella rappresentazione teatrale de “La Strada” (1954), film con Anthony Quinn e Giulietta Masina. Il girovago Zampanò attraversa l’Italia con la sua donna e il suo motocarro Sertum, che usa anche come casa e palcoscenico per i suoi spettacoli. Dal film è stato tratto un balletto teatrale in cui viene utilizzato un motocarro simile, un Guzzi Ercole, anch’esso allestito secondo le esigenze sceniche. E poi il motocarro Innocenti FD 125 C, del 1952, de “Le notti di Cabiria” (1957). In questo film Fellini racconta la miseria di una donna che per sopravvivere è costretta a fare il mestiere più antico del mondo. Uno dei clienti di Cabiria – interpretata da Giulietta Masina, compagna di vita del maestro – si presenta a bordo di un motocarro Innocenti 125, un veicolo commerciale tipico degli anni ’50.

E ancora la mitica vespa 125 del 1959 – anch’essa originale – utilizzata dai fotografi d’assalto per la sua praticità nel traffico angusto di Roma, de “La Dolce Vita” (1960). Il film, con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, è una pietra miliare nella cinematografia mondiale, e un vero e proprio fenomeno mediatico. Vennero imposti nella memoria collettiva termini come ‘paparazzo’ (dal nome del fotografo collaboratore del protagonista) e ‘dolcevita’ (che da lì in poi indicherà il tipo di maglia a collo alto). Tra gli altri mezzi allestiti c’è anche il Gilera Saturno sidecar, del 1953, de “I Clowns” (1971). Si tratta di una sorta di documentario in cui il regista rievoca la sua infanzia. Fellini è il bambino che vede il tendone del circo che sta per essere montato e i clowns gli ricordano alcuni personaggi che ha conosciuto nella realtà. Tra questi un capostazione molto preso dal suo ruolo e un ufficiale che gira a bordo di un sidecar Gilera.

In “Roma” (1972) poi, tra le altre, ecco una Laverda 750 S, del 1970. Il film è un ritratto della capitale negli anni ’30 vista dagli occhi di un giovane di provincia che arriva alla Stazione Termini. Nel finale, ambientato negli anni ’70, un gruppo di motociclisti, visti come i nuovi “Barbari”, invadono le vie di una Roma notturna e confusionaria mentre la Polizia cerca di riportare l’ordine.

Tra gli altri cimeli alla mostra riminese è possibile ammirare anche la Harley-Davidson WL 750, del 1932, di “Amarcord” (1973), il film più autobiografico di Fellini. Il regista ricorda infatti il periodo della sua adolescenza in una Rimini caratterizzata da personaggi straordinari come il motociclista Scurèza ‘d Corpolò che sfrecciava per il paese cavalcando, appunto, la sua poderosa motocicletta. In pochi secondi Fellini consegna alla storia l’archetipo del motociclista: un personaggio mitologico che ricorda il centauro o il cavaliere, dai lineamenti poco chiari ma dalla grande imponenza. Anche ne “La città delle donne” (1980) la componente surreale è predominante: un’incursione nel pianeta delle donne e del loro ruolo all’interno della società. La moto è come la donna, simbolo di sessualità ma poco comprensibile per l’uomo, in questo caso Marcello Mastroianni ha la parte dell’incauto Snaporaz e la moto, in mostra, è una Guzzi 500 Superalce, del 1949.

Ne “La voce della luna” (1990), l’ultimo film di Fellini – un testamento spirituale e cinematografico – si narrano le gesta di due personaggi (Paolo Villaggio e Roberto Benigni) che inseguono i loro sogni e ascoltano la voce della luna che sale dai pozzi. Ma scopriranno che la realtà è spesso molto più dura dei sogni: ad esempio una donna lascia il marito per un motociclista che la chiama ‘dinamite pura’, un nomignolo che potrebbe tranquillamente dare alla sua Ducati Indiana 650 – in mostra – descritta da Fellini nella sceneggiatura originale come una “… mastodontica Harley-Davidson”.

Fellini. Le moto del Maestro
Rimini, Le Befane Shopping Centre
8-23 agosto 2020
Ingresso libero
© ADG | CC

Punto Interrogativo

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Mercoledì 17 giugno 2020 ore 18,30
Sulla pagina facebook di INTERNO GIORNO https://www.facebook.com/contestinternogiorno/
Incontro in diretta streaming

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Siamo arrivati ad un bivio.
Il nostro punto interrogativo a cui daremo risposta durante questo incontro online. Presentazione di un nuovo progetto, una nuova idea.
Lo staff

Pamela Barba
Carla Cantore
Alessandro Capurso
Antonello Di Gennaro
Tommaso Putignano

ADVERTISING PHOTOGRAPHY

date » 09-06-2020 17:37

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tags » advertising, commerciale, interior design, fotografia, architettura, food,

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"La Fotografia al servizio del Bussiness", la fotografia pubblicitaria per il rilancio dell'economia.

Mercoledì 10 giungo 2020
dalle 18,30 alle 20,00
in diretta LIVE sulla pagina facebook INTERNO GIORNO

Antonello DI GENNARO | Editorial and Corporate photography

reading di Angela Panessa - Teatralmente Gioia

CONVERSAZIONE SULLA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA

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Quando: mercoledì 22 APRILE 2020 ore 18,30
Dove: INTERNO GIORNO


Una conversazione sulla fotografia contemporanea con Pio Meledandri e Antonello Di Gennaro.
"La conversazione sulla fotografia contemporanea, attraverso una breve analisi di alcuni tra i tanti Fotografi del nostro tempo, vuole offrire qualche spunto sui linguaggi che caratterizzano autori che sono entrati, a pieno titolo, nel mondo dell’arte.
Da sorella minore della pittura, la fotografia ha invaso i Musei, le Gallerie, le Fiere, grazie alla forza della sua autonomia espressiva"

Link facebook: https://www.facebook.com/pg/contestinternogiorno/events/?ref=page_internal
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