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ANTEPRIMA BIENNALE FOODPHOTOGRAPHY

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L’ARTE DEL CIBO DAL TERRITORIO ALLA TAVOLA



Il 31 ottobre 2021 alle ore 10.00 l’Associazione Matera International Photography presenta l’anteprima della biennale FOODPHOTOGRAPHY a cura dell'Art Director Antonello Di Gennaro presso la bellissima sede di Alvino 1884 sita in via San Vito, 28 a Matera in occasione della V° edizione del Cultural Festival della cultura alimentare italiana.

Negli ultimi decenni la fotografia ha sviluppato sotto varie forme la sua forza comunicativa: l’immagine trasmette istantaneamente informazioni, suggestioni, emozioni. In parallelo è maturato l’interesse nei confronti della cucina e del “mangiar bene”, ed è crescita la consapevolezza che il cibo possiede una forte connotazione culturale e che le abitudini alimentari rappresentano un tratto distintivo di ogni territorio. Il 2018 è stato proclamato Anno Nazionale del Cibo Italiano dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dai quello dei Beni Culturali e del Turismo. Questo progetto si propone di esaltare il legame profondo tra il cibo, territorio e identità culturale, narrando l’intera storia di ciò che mangiamo. Il visitatore sarà invitato a soffermarsi su diversi possibili approcci all’argomento cibo, e ad andare oltre le immagini stereotipate che ricorrono quando si tratta di food. Già il titolo, “L’ARTE DEL CIBO, DAL TERRITORIO ALLA TAVOLA”, sottolinea come il cibo non rappresenti il mero soddisfacimento di un’esigenza fisiologica, o un semplice appagamento del palato. In realtà tutto il suo percorso, dalla coltivazione alla produzione alla cucina, rappresenta una reale espressione artistica. E per dare risalto all’arte del cibo, niente di meglio di un’altra arte: la fotografia, linguaggio ed espressione contemporanea. In questa anteprima sei professionisti dell’immagine: Andrea Belloni, Antonello Di Gennaro, Nicoletta Innocenti, Renato Marcialis, Patrizia Piga e Lino Vecchiato; tracceranno un percorso a largo raggio su un tema importante e complesso come l’alimentazione, elemento indispensabile per l’esistenza, che porta in sé tutto il suo valore economico, cultuale, etico e sociale. Il cibo è (o dovrebbe essere) espressione dell’amore di chi lo produce, di chi lo prepara, di chi lo condivide. Intorno al cibo si stringono relazioni, attraverso il cibo si tramandano tradizioni. (M. Villa)


In collaborazione con il CNA Comunicazione e terziario avanzato – Sez. Fotografia, partner dell’evento, Photographers.it, FoodGraphia food art & photography e ShootFood.

A cura
Ufficio Stampa MIP




SCHEDA INFO

EVENTO/MOSTRA:
ANTEPRIMA BIENNALE FOOD PHOTOGRAPHY
L’ARTE DEL CIBO, DAL TERRITORIO ALLA TAVOLA


Autori: Andrea Belloni, Antonello Di Gennaro, Nicoletta Innocenti, Renato Marcialis, Patrizia Piga e Lino Vecchiato.
Prodotta da: Matera International Photography
Direzione artistica: Antonello Di Gennaro
Luogo: Avino 1884 – Via San Vito 28 a Matera
Inaugurazione: 31 ottobre 2021 ore 10.00
Apertura al pubblico: 31 ottobre – 1 novembre 2021
Orari: 10.00 – 19.00
Info mostra: Antonio +39 393 6500 200
www.materainternationalphotography.com
Ingresso: Libero
Modalità anti Covid-19: Ingresso con Green Pass con registrazione obbligatoria.
A questo link per REGISTRARTI
In collaborazione: CNA, CULTURAL, PHOTOGRAPHERS.IT, FOODGRAPHIA, SHOOTFOOD
Responsabile della Comunicazione: Carla Cantore


MATERA E IL PAIP UNO SVILUPPO ANCORA POSSIBILE?

date » 26-10-2021 09:49

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tags » Fotografia del territorio, Matera, Paip, Leo Montemurro, Giovanni Volpe, CNA, Antonello Di Gennaro,

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Mostra fotografica di Antonello Di Gennaro che accompagna il convegno presso Openet Technologies S.p.A.
Con tale esposizione e forum si conclude il lavoro di ricerca che ha visto protagonista il Paip (1 e 2 ) di Matera che ha prodotto il volume edito dalla casa editrice Edizioni Giannatelli, disponibile nella rete libraia.
Sarà l’occasione per discutere insieme sulle possibilità di rilancio di queste due aree produttive della Città di Matera e delle azioni da mettere in campo nel breve, nel medio e nel lungo periodo!
Nella occasione, oltre a visitare la mostra, sarà possibile consultare il volume e leggere l'interessante testo curato dal fotografo sulla fotografia del territorio.


Saranno presenti:
Leonardo MONTEMURRO | Presidente CNA Basilicata
Giovanni VOLPE | Consulente di Direzione
Antonello DI GENNARO | Editorial and corporate photographer
Istituzioni Pubbliche e Private Sponsor



Luogo
Openet Technologies S.p.A.
Via delle Fiere snc
Zona PAIP
Matera

Ingresso Gratuito con green pass






LE ULTIME DONNE TATUATE DEL MYANMAR

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MOSTRA FOTOGRAFICA a cura di Antonello Di Gennaro Art director Matera International Photography.

Il 17 ottobre 2021 alle ore 17:00 l’Associazione Matera International Photography presenta la mostra fotografica “LE ULTIME DONNE TATUATE DEL MYANMAR” della fotografa Luciana TRAPPOLINO a cura del Art Director Antonello Di Gennaro presso la storica sede della Arti Visive Gallery.

Luciana Trappolino, in questo suo reportage non predatorio fatto essenzialmente di ritratti, il cui termine più appropriato sarebbe reportrait, racconta, portando l’osservatore a contatto con la storia e i contesti più ampi di cui fanno parte, le donne "Chin" il cui senso della bellezza è piuttosto particolare: il loro viso è decorato con tatuaggi per i quali sono state anche disposte a sopportare sofferenze. Di queste donne ne sono rimaste nel mondo una trentina o giù di lì e oggi la maggior parte di loro ha sessanta, settanta anni. La leggenda narra che quando un re birmano viaggiò nella regione, fu così impressionato dalla bellezza delle donne che ne rapì una per prenderla in sposa: le famiglie Chin avrebbero così iniziato a tatuare le figlie per assicurarsi che non venissero rapite. Altre testimonianze dicono che il tatuaggio sia stato fatto per rendere le donne più belle o, cosa più plausibile, per differenziare le diverse tribù.
I tatuaggi sono realizzati utilizzando spine, sangue di bue, estratti di piante e grasso animale: il processo, estremamente doloroso, specialmente nella parte intorno agli occhi, può richiedere fino a due giorni per essere completato.
La tradizione poi ha iniziato a vivere di vita propria, fino agli anni ’60, quando il governo la bandì giudicandola barbarica. Ancora oggi permane come una pratica importante per la popolazione Chin, anche se sono principalmente le donne anziane a custodire i tradizionali segni sul volto.

Nella serata inaugurale saranno presenti: l’autrice Luciana Trappolino, il presidente Carla Cantore e il direttore artistico Antonello Di Gennaro del MIP – Matera International Photography, prof.ssa di estetica – Università degli Studi di Bari – Pres. Sfi – Sez. Lucana Maristella Trombetta, il presidente CNA Basilicata Leo Montemurro, il rappresentate del Comune di Matera, Mino Di Pede, Grazia Di Pede e Franco Di Pede della Arti Visive Gallery.

In collaborazione con il CNA Comunicazione e terziario avanzato – Sez. Fotografia, partner dell’evento Arti Visive Gallery.


A cura
Ufficio Stampa MIP




MOSTRA: LE ULTIME DONNE TATUATE DEL MYANMAR

Autore: Luciana TRAPPOLINO
Prodotta da: Matera International Photography
Direzione artistica: Antonello Di Gennaro
Luogo: Arti Visive Gallery - Via delle Beccherie, 41 – 75100 Matera
Inaugurazione: 17 OTTOBRE 2021 ore 17.00
Apertura al pubblico: Dal 17 ottobre al 7 novembre 2021
Orari: 10:30 /12:30 – 17:30 / 20:30 chiuso il lunedì
Info mostra: Antonio +39 393 6500 200
www.materainternationalphotography.com
Ingresso: Libero
Visite guidate per gruppi e scuole su prentazione
Modalità anti Covid-19: Ingresso con Green Pass
In collaborazione: CNA, Arti Visive Gallery.
Responsabile della Comunicazione: Antonello Di Gennaro


JAMES BOND TRA I SASSI

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Il 27 settembre 2021 si inaugura a Matera alle ore 19:00 in via delle Beccherie, 41 Matera,
presso la Arti Visive Gallery la mostra fotografica “James Bond tra i Sassi” del fotografo e redattore free lance Roberto Montanari.
L’evento è promosso, sostenuto e organizzato dal MIP Matera International Photography e
dal CNA Comunicazione e terziario avanzato – Sez Fotografia.

Il Progetto fotografico è stato realizzato durante le lavorazioni del film ‘No Time To Die’, negli antichi rioni Sassi di Matera nel 2019. Il film sarà presentato al pubblico in occasione della prima mondiale a Londra e la prima nazionale a Matera.

Un importante evento che si aggiunge alla lunga lista di produzioni cinematografiche a livello
internazionale nella città di Matera.
L’esposizione sarà accompagnata da una slide show, per raccontare con gli occhi del reporter:la tecnologia, la professionalità del cast e dei tecnici, la solidità della produzione impreziosite dallo sfondo unico degli antichi rioni Sassi di Matera.
Le fotografie realizzate nello stile del reportage, dal fotografo osservatore non inviato, si propongono di fissare nella memoria collettiva il passaggio del ruolo dei Sassi di Matera, da protagonisti dei film storico religiosi, già cambiato con la realizzazione di un'altra produzione e di due fiction, a protagonisti del moderno cinema d’azione e, di sottolineare il ruolo mai tramontato della fotografia di reportage come testimonianza di momenti storici.

Nella serata inaugurale saranno presenti: l’autore Roberto Montanari, il Direttore artistico del
MIP Antonello Di Gennaro e la Presidente Carla Cantore, il presidente CNA Basilicata Leo Montemurro, Mino Di Pede e Franco Di Pede della Arti Visive Gallery. Il progetto è stato reso possibile grazie alle aziende
private sensibili allo sviluppo culturale del nostro meraviglioso territorio.

Ufficio Stampa MIP
www.materainternationalphotography.com


Ingresso libero con green pass
tutti i giorni - orari 17,30 / 20,30

Lo Stato Sociale della Fotografia

Insieme per una nuova cultura della fotografia

LO STATO SOCIALE DELLA FOTOGRAFIA costituisce l’avamposto deputato a stimolare un significativo dibattito pubblico intorno al tema della fotografia e dell’immagine. Specialmente in quest’epoca dominata dalla ‘fotografia digitale’ che pare esibirsi sui social network profondamente modificata, talvolta perfino alterata. Vigoreggia, invece, proprio la voglia di promuovere il valore della fotografia. La fotografia è a pieno titolo una forma artistica, un prodotto culturale che riflette la sua epoca e contiene un messaggio estetico, educativo e sociale. La fotografia è un’arte che richiede tempo, studio, pratica e dedizione.
La fotografia, in verità, è componente essenziale della nostra vita appunto perché comunica sensazioni fantastiche, produce emozioni straordinarie, diviene ‘memoria storica’, incancellabile. Evidenzia un potere di coesione costruendo un solido ponte sociale tra i protagonisti che utilizzano una forma di linguaggio semplice e complesso, al tempo stesso.
Le relazioni umane, che sono alla base del vivere civile, consolidano la consapevolezza del valore dell’unità di intenti, considerando, tuttavia, il contesto attuale contrassegnato da contrasti laceranti.
Ostacolando la condivisione rischiamo di trovarci ad osservare un panorama allucinante, disegnato da tante isole sparse qua e là senza ponti di collegamento tra loro. È un po’ come osservare terre deserte e aride, senza vita. La realtà, al contrario, è che nessun uomo può essere isola!
Non potremo, di conseguenza, essere autosufficienti né divenire autoreferenziali. Siamo parte del tutto! La sfida, allora, che è davanti a noi è quella di cercarsi, di trovarsi ed unirsi per resistere. Nati ‘per seguir virtute e canoscenza’ attraverso la fotografia rafforzeremo la nostra capacità comunicativa valorizzando anche la dimensione pedagogica.
“RESTITUIAMO ALLA FOTOGRAFIA LA SUA FUNZIONE SOCIALEE LEI SARÀ IN GRADO DI RISPECCHIARE QUELLO CHE A VOLTE ORMAI NON VEDIAMO PIÙ:LA NOSTRA UMANITÀ, LA PREZIOSITÀ DEI NOSTRI AFFETTI E LA DELICATEZZA DI TANTI SGUARDI, PROSPETTIVE E DETTAGLI”
Pensiamo che sia importante evidenziare i problemi e radunarci in questo spazio a discuterne per elaborare un piano di intervento. Viviamo in un’era digitale in cui dobbiamo abituarci alla convivenza di diversi livelli di fruizione dell’immagine e soprattutto dobbiamo imparare a trattare le immagini con l’attenzione che meritano.
Tutto questo, ed altro, lo facciamo con amore e professionalità seguendo linee etiche e portatrici di valori estetici che si sviluppano nel mondo sociale, nei territori, nelle varie culture e opinioni. Riteniamo che, una possibile valorizzazione e divulgazione della cultura in ambito fotografico, passi non solo dalla stessa fotografia, ma anche da altre forme d’arte e comunicazione, come il giornalismo, la musica, il cinema, la poesia, la scultura, la pittura, la letteratura, la psicoterapia, la moda, il design, la solidarietà e non solo.
Discipline che si intersecano lungo una linea di orizzonte comune. Infatti questa, la nostra vera essenza filosofica, è la direzione di marcia utile per interpretare, in maniera polisemantica, le nuove esigenze ed applicare nuovi paradigmi in uno scenario in continua evoluzione e mutazione. Sviluppare rapporti efficaci ed originali con gli operatori del settore della comunicazione e dell’arte, per contribuire alla realizzazione e gestione integrata della funzione della fotografia.
TUTTO CIÒ È CULTURA DI RICERCA.
“La filosofia di persone che si nutrono di fotografia e che vogliono essere protagoniste dello sviluppo del cambiamento”

Pamela Barba
Carla Cantore
Alessandro Capurso
Antonello Di Gennaro
Tommaso Putignano

Contatti:
lostatosocialedellafotografia@gmail.com


Punto Interrogativo

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Mercoledì 17 giugno 2020 ore 18,30
Sulla pagina facebook di INTERNO GIORNO https://www.facebook.com/contestinternogiorno/
Incontro in diretta streaming

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Siamo arrivati ad un bivio.
Il nostro punto interrogativo a cui daremo risposta durante questo incontro online. Presentazione di un nuovo progetto, una nuova idea.
Lo staff

Pamela Barba
Carla Cantore
Alessandro Capurso
Antonello Di Gennaro
Tommaso Putignano

VISIONI MAGICHE DELLA MATERIA

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Il 22 gennaio 2020 alle ore 19.00 presso la galleria Arti Visive, in via delle Beccherie n. 41 a Matera, lo Studio Arti Visive in collaborazione con Matera International Photography (MIP) inaugura la mostra “VISIONI MAGICHE DELLA MATERIA” progetto scaturito dalla sinergia tra Luca Colacicco artigiano, Antonello Di Gennaro pro-photograher e Franco Di Pede artista.
L’esposizione racchiude e ampia il lavoro generato da questo incontro, in quanto Di Pede, Colacicco e Di Gennaro hanno deciso di mostrare al pubblico le loro creazioni non per una mostra o per 10 giorni ma per 365 giorni, per l’intero anno 2020, creando un calendario che ha unito attraverso il linguaggio della fotografia i mondi interiori, le visioni, la creatività di tre uomini che vivono ed esprimono la loro passione e l’hanno trasformata in una nuova realtà insieme.
“Tre personalità, tre diversi linguaggi artistici, tre ‘materie’, tufo, legno e luce danno vita al calendario del 2020. Un’esperienza nuova, un percorso che sfocia nell’incontro e nel confronto tra il fare artistico, artigianale, ma di elevato valore estetico, e fotografico. Mese per mese scorrono le immagini ispirate agli alimenti e ai frutti della terra, omaggio al territorio ed alle sue tradizioni. Un percorso che intreccia passato e presente, i prodotti della natura ri-creati nel tufo ai segni lasciati dallo scorrere del tempo negli anelli e nei nodi degli alberi che riaffiorano in superficie, relazioni che la “scrittura di luce” accarezza, coglie, rivela e trasmette suggerendo nuove sensazioni. Scultura, lavorazione del legno, fotografia ispirate a saperi, forme, modelli e tecniche del nostro patrimonio storico e culturale che si rinnova nel tempo.”
Nella serata inaugurale saranno distribuite le copie d’artista “VISIONI MAGICHE DELLA MATERIA” calendario 2020. Le libere offerte saranno devolute all’UNICEF.
Parteciperà all’inaugurazione il Presidente regionale CNA Basilicata (Confederazione Nazionale Artigiani) Leo Montemurro.
Il progetto è stato gemellato con il Comune di Fanano (Modena) con una esposizione che sarà inaugurata e aperta nello stesso periodo presso la sala mostra “Le Cantine degli Scolopi”.

La mostra, con ingresso gratuito, resterà aperta dal 22 al 30 gennaio, tutti i giorni esclusi i festivi dalle 17.30 alle 20.30.


TERRAE MOTUS

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Terræ Motus. Geografie e storie dell’Italia fragile

A Matera, Capitale europea della cultura 2019
una grande mostra fotografica su mezzo secolo
di terremoti: da L’Aquila, il Belice e l’Irpinia
fino agli eventi sismici in Centro Italia

A palazzo Acito, venerdì 27 settembre
alle ore 18,30 l'inaugurazione con ingresso libero
Una questione ancora aperta. E’ un’Italia vulnerabile a essere raccontata nella grande mostra fotografica Terræ Motus. Geografie e storie dell’Italia fragile che s’inaugura venerdì 27 settembre alle 18,30 negli spazi espositivi di palazzo Acito a Matera nell’ambito del programma ufficiale della Capitale europea della cultura 2019.Ad attendere il pubblico che, fino al 20 gennaio 2020 visiterà l’esposizione a palazzo Acito, una narrazione dell’ultimo mezzo secolo di terremoti e dunque delle criticità nella gestione del doposisma in Italia. A partire da L’Aquila, nel decennale del sisma che il 6 aprile 2009 la mise in ginocchio e dalla devastante sequenza di eventi sismici che fra il 2016 e il 2017 ha sbriciolato 140 paesi in quattro regioni del Centro Italia. Fino a orientare lo sguardo su quello che sono oggi territori – il Belice del 1968 e l’Irpinia e la Basilicata del 1980 – colpiti da altri violenti terremoti.
La mostra Terræ Motus vuole rappresentare un’occasione per operare una riflessione sulla mancata prevenzione del rischio e sulle problematiche della gestione del doposisma nell’intero Paese. Si è scelto in questo senso di intitolare Terræ Motus l’esposizione in omaggio alla figura di Lucio Amelio, mecenate e gallerista, che all’indomani del terremoto del 23 novembre 1980 commissionò ai più grandi artisti italiani e internazionali del tempo opere a tema, destinate a dare vita alla straordinaria collezione “Terrae Motus”, donata dallo stesso Amelio allo Stato e oggi esposta in permanenza alla Reggia di Caserta.
Ideata e curata dal giornalista Antonio Di Giacomo, la mostra si snoda attraverso 124 immagini di grande formato, realizzate da alcuni fra i più significativi autori della fotografia documentaria e fotogiornalisti in Italia.

La mostra Terræ Motus infatti nasce dal progetto di fotografia sociale e documentaria Lo stato delle cose, un osservatorio permanente sul doposisma, online da aprile 2017 su lostatodellecose.com, che è stato reso possibile dall’adesione spontanea di oltre 100 fotografi che hanno dato vita a un immenso archivio open access che supera oggi le 15 mila immagini.

E’ in virtù di tale presupposto allora che in mostra ci sarà anche questo patrimonio documentario virtuale: attraverso una serie di grandi monitor i visitatori della mostra Terræ Motus potranno sfogliare in presa diretta le centinaia di reportage online. Non solo.

In mostra ci saranno pure i documentari e i cortometraggi realizzati da alcuni filmmaker e giornalisti che hanno preso parte al lavoro di documentazione dello Stato delle cose, raccontando per esempio nel docufilm Vista mare obbligatoria di Marco Di Battista e Mario Di Vito l’esilio forzato degli sfollati dei terremoti del 2016/2017 sull’Adriatico, dove dopo tre anni negli hotel vivono tuttora 1.400 persone.

O, ancora, Immota Manet. Sinfonia per L’Aquila, il progetto video della giornalista Ilaria Romano che nella primavera del 2019 ha realizzato proprio per la mostra Terræ Motus questo docufilm che, senza filtro e in presa diretta, racconta la città com’è oggi restituendone i cicli di vita fra gli assordanti rumori dei cantieri per la ricostruzione e i silenzi nei luoghi dove le lancette dell’orologio sono rimaste ferme alla notte del 6 aprile 2009. Come le scuole, prima di tutto, visto che in dieci anni non una scuola fatta a pezzi dal terremoto è stata ricostruita e bambini e ragazzi frequentano lezioni nei Musp, i Moduli scolastici a uso provvisorio che, immaginati come temporanei, sono diventati di fatto permanenti.

La mostra Terræ Motus è un progetto realizzato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, insieme con l’associazione culturale La Camera del tempo e l’impresa di comunicazione CaruccieChiurazzi, con il patrocinio dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) e dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) e la collaborazione scientifica dell’Università della Basilicata e della Sigea (Società italiana di geologia ambientale), che si sostanzierà nel periodo di apertura della mostra in una serie di occasioni di approfondimento scientifico e culturale sui temi e le emergenze dell’Italia fragile.

L’inaugurazione, venerdì 27 settembre, e gli orari e modalità di visita

L’inaugurazione della mostra Terrae Motus è in agenda nel pomeriggio di venerdì 27 settembre, alle 18,30 a palazzo Acito. A intervenire saranno Salvatore Adduce, presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019, con il direttore generale Paolo Verri; la rettrice dell’Università della Basilicata, Aurelia Sole, e il prorettore Angelo Masi; il presidente della Sigea, Antonello Fiore, e Antonio Di Giacomo, curatore della mostra.

A precedere l’inaugurazione, nella mattinata del 27 settembre alle 11,30, una preview per i giornalisti. Durante la giornata inaugurale l’ingresso all’esposizione sarà gratuito.

La mostra Terrae Motus sarà poi visitabile, da sabato 28 settembre fino al 20 gennaio 2020, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 (ingresso con passaporto per Matera2019). Info su matera-basilicata2019.it, lostatodellecose.com, materainternationalphotography.com, antonellodigennaro.com e carlacantore.com

Le savoir sur la falaise_ fotografie di Mimmo Jodice

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Ieri, Lunedì 18 febbraio 2019, alle ore 12.00, nelle sale espositive del Museo di Palazzo Lanfranchi a Matera, è stata inaugurata la mostra Le savoir sur la falaise, fotografie di Mimmo Jodice, che illustra i luoghi e le storie dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, la più antica libera Università italiana.Interverranno Marta Ragozzino, Direttrice del Polo Museale della Basilicata; Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa e Vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane; Pierluigi Leone de Castris, Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni storici artistici dell’Università Suor Orsola Benincasa; Michele Perniola, Prorettore vicario dell’Università degli Studi della Basilicata; Salvatore Adduce, Presidente della Fondazione Matera – Basilicata 2019.
La mostra approda nella Capitale europea della Cultura 2019 dopo essere stata allestita, nei mesi scorsi, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, in virtù della sinergia instauratasi tra il Polo Museale della Basilicata e l’Università Suor Orsola Benincasa, in occasione dell’organizzazione della mostra Il Rinascimento visto da Sud. Matera, L’Italia Meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500, che sarà inaugurata il prossimo 18 aprile nell’ambito dei grandi eventi di Matera - Basilicata 2019.
Aprire le porte del Lanfranchi al “racconto fotografico” della più antica libera Università italiana, non solo arricchisce di contenuti il 2019, ma rilancia il protagonismo dei luoghi deputati alla conoscenza, coinvolgendo, in una rete sempre più stretta e proficua, anche l’Università degli Studi della Basilicata.
I 35 scatti fotografici che compongono la mostra sono esposti a Palazzo Lanfranchi fino al prossimo 17 marzo 2019, nei consueti orari di apertura al pubblico del Museo (da Lunedì a Domenica dalle ore 9.00 alle 20.00 ed il Mercoledì dalle 11.00 alle 20.00).
Le savoir sur la falaise, divenuto il titolo della mostra, è la frase con cui lo storico dell’arte André Chastel paragonò i luoghi dell’antica cittadella monastica di Suor Orsola a «un nido di fiori e di uccelli sopra una scogliera luminosa dedita al sapere».
Luoghi incastonati tra le pendici del colle Sant'Elmo ed il Golfo di Napoli, che rappresentano un pezzo importante del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico partenopeo e non solo. La cittadella di Suor Orsola, oggi moderno campus universitario in procinto di diventare “Patrimonio dell'Umanità” certificato dall’UNESCO, ospita al suo interno quattro musei (il Museo delle Scienze, il Museo Pagliara, il Museo dell'Opera Universitaria e il Museo del Giocattolo), tre chiese, numerosi giardini (tra cui lo splendido Giardino botanico dei Cinque Continenti) una pinacoteca, biblioteche antiquarie, archivi storici, collezioni di sete, di spartiti musicali, di porcellane e di stampe.
L’obiettivo del fotografo napoletano “esplora” con maestria gli spazi architettonici, la storia dei luoghi, popolata dei fatti e delle persone che l’hanno costruita, proponendoci un viaggio nel tempo che conduce direttamente al futuro: una memoria che ambisce a farsi exemplum, a tradurre costantemente il proprio patrimonio nei linguaggi dell’umanità di oggi e di domani.
Ribattezzata Cittadella del Sapere ed inserita in un complesso architettonico esteso su 33.000 m2, l’Università fu fondata agli inizi del Seicento, in piena Controriforma, dalla mistica intellettuale napoletana Orsola Benincasa, fondatrice delle Romite e delle Oblate dell’Immacolata Concezione (oggi Suore Teatine). Nel corso del tempo l’istituto, retto da un ente morale laico, ha visto accrescere progressivamente la sua offerta formativa ed oggi rappresenta un “unicum” nello scenario europeo che consente di godere dai suoi terrazzi e giardini storici, sempre accessibili agli studenti, dell’incomparabile panorama di Napoli e del suo Golfo.
Mimmo Jodice è uno dei grandi protagonisti della fotografia italiana. Fotografo di avanguardia sin dagli anni Sessanta, attento alle sperimentazioni e alle possibilità espressive del linguaggio fotografico, nel 2003 ha ricevuto il Premio Antonio Feltrinelli conferito per la prima volta alla fotografia. Sue mostre personali sono state presentate nei più grandi musei di tutto il mondo (New york, Parigi, Pechino, Roma).
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